Tesi del mese
strategica21Osservatorio sul consumatore europeo · edizione di ottobre 2026, aggiornata al 22 ottobre

Il consumatore europeo è più prudente. L'Italia è ferma sui beni.

In 60 secondi
Vendite al dettaglio a volume, esclusi carburantiArea euro · media giu–ago 2026 su stesso periodo 2025+1,4%a valore +2,6%: effetto prezzo 1,2 punti
Fiducia dei consumatori, saldoArea euro · ottobre 2026, stima flash · saldo tra risposte positive e negative−17,9−1,1 su settembre: secondo calo di fila
Vendite online a volumeArea euro · media giu–ago 2026 su stesso periodo 2025+4,4%contro +1,4% del totale vendite al dettaglio

Commento. Il consumatore europeo è diventato più prudente. Con l'inflazione al 3,8%, spinta dai costi dell'energia, una parte rilevante della crescita delle vendite è prezzo e non quantità: in Italia e Germania, i due mercati più deboli, tutta a valore, con volumi in lieve calo (in Italia +1,3% a valore contro −0,1% a volume, esclusi i carburanti). La fiducia, crollata in primavera, è tornata a scendere a settembre, con l'Italia la più pessimista. E dove si risparmia meno, in Italia e Spagna (tra il 9,5% e l'11% del reddito, contro il 17–19% di Francia e Germania), c'è meno margine per assorbire i rincari.

In Italia la crescita è quasi piatta: la spesa delle famiglie sale poco e i beni non durevoli sono fermi; la disoccupazione resta sotto la media dell'area euro (6,4%), ma è risalita al 6,2% dal 5,6% di maggio. Intanto la domanda cambia canale: l'online cresce oltre tre volte più del totale, con salute e bellezza e marketplace in testa nel 2025, e la concorrenza tra marche aumenta.

Il rincaro dell'energia ha appena iniziato a trasferirsi ai prezzi alimentari, non ancora agli altri beni, ma ha già spinto BCE e Fed ad alzare i tassi, e i rendimenti dei titoli di Stato sono saliti di circa mezzo punto in un anno: più interessi sul debito, meno risorse pubbliche per sostenere famiglie e investimenti. Black Friday e Natale dovrebbero sostenere gli acquisti di fine anno; il conto può arrivare nel 2027. Per le aziende la priorità diventa la marginalità. Sul fronte pubblico è ragionevole attendersi sostegni alle famiglie a basso reddito e alle imprese energivore e, nel medio periodo, investimenti in efficienza energetica, anche con capitale privato, per ridurre l'esposizione a shock come quello che stiamo attraversando in questo 2026.

© 2026 Alberto Maria Gizzi

Tre evidenze

  • Crescita debole in Europa, ferma in Italia. Al netto dei carburanti, nella media giugno–agosto 2026 le vendite al dettaglio dell'area euro crescono su base annua del 2,6% a valore e dell'1,4% a volume; in Italia +1,3% contro −0,1%, in Germania +1,5% contro −0,5%. In Francia i volumi crescono quanto il valore (+3,1% entrambi).
  • Shock energetico, non alimentare. A settembre l'energia sale del 18,9% su base annua nell'area euro (22,6% in Italia) e porta l'inflazione al 3,8%; alimentari (+1,0%), abbigliamento (0,0%) e casa (+0,5%) restano quasi fermi. Includendo i carburanti la distanza tra valore e volume delle vendite più che raddoppia (2,7 punti nell'area euro, 3,4 in Italia). La fiducia dell'area euro scende a −17,9 a ottobre (stima flash); in Italia l'indice Istat di settembre scende a 91,2 da 94,5.
  • Le aziende confermano, con differenze. In Europa Nestlé cresce del 2,7% quasi tutto con il prezzo (volumi +0,5%), mentre Unilever arretra (−0,9%) con prezzi in calo. Nel lusso l'Europa cresce meno delle Americhe in tutte e 6 le società che pubblicano entrambi i dati per il primo semestre 2026; lo stesso vale per Adidas e Hugo Boss.

Tre implicazioni per le aziende consumer

  • Il prezzo regge dove la marca è forte: un indizio, non una regola. In Europa Nestlé cresce con il prezzo (+2,2%) e tiene i volumi (+0,5%); Unilever, con prezzi in calo (−0,6%), non recupera volumi (−0,2%). Due casi non fanno una legge, ma con prezzi alimentari intorno all'1% nell'area euro (+1,0% a settembre) un rincaro di listino rischia di pagarsi in volumi: meglio lavorare su architettura di prezzo e formati.
  • Riallocare per canale, verificare per Paese. L'online cresce ovunque più del totale. Nella media giugno–agosto, esclusi i carburanti, i volumi crescono in Francia (+3,1%) e Spagna (+1,2%) e calano leggermente in Italia (−0,1%) e Germania (−0,5%): un segnale da confermare con la stagione natalizia prima di spostare budget tra Paesi. Tra i canali, invece, il budget va riallocato, non ridotto.
  • Nel lusso il marchio sembra contare più del mercato. In Europa crescono Hermès (+8,8%, Francia esclusa) e Cucinelli (+5,3%), Zegna è quasi ferma (+1,5%); calano Moncler e Prada (−4%) e Ferragamo (−8,6%). Sei società con perimetri diversi: un'indicazione di tendenza, non una classifica.

Implicazioni per categoria

Come leggere. Per ogni categoria: il contesto nei dati, le tre leve su cui agire nei prossimi tre mesi (prezzo, offerta, canale) e la soglia che cambierebbe la raccomandazione.

Food e bevande

Contesto. Prezzi alimentari +1,7% in Italia a settembre, dall'1,1% di agosto (il carrello della spesa Istat sale all'1,7%), volumi alimentari −0,6% nella media giugno–agosto. In Europa Nestlé cresce con il prezzo (+2,2%), Unilever arretra con prezzi in calo (−0,6%).

Prezzo

Con prezzi alimentari a +1,0% nell'area euro a settembre, un listino che corre più della categoria si paga in volumi: crescere con mix e innovazione, non con aumenti generalizzati.

Offerta

Formati d'ingresso e multipack per recuperare i volumi alimentari italiani (−0,6%); ridurre la promozione dove non genera volumi incrementali.

Canale

La marca del distributore compete ormai anche sulla qualità: la differenza di marca va dimostrata a scaffale, non solo dichiarata.

Soglia da monitorare

Inflazione alimentare area euro sopra il 2% (oggi 1,0%): si riaprirebbe lo spazio per adeguare i listini.

Beauty e cura persona

Contesto. È la categoria più resiliente: L'Oréal +6,8% nel semestre, prezzi della cura della persona +1,1% in Italia, salute e bellezza la prima categoria online (+24% nel 2025).

Prezzo

Il premium con beneficio dimostrato sostiene prezzo e mix (L'Oréal +6,8% nel semestre).

Offerta

Investire in efficacia e comunicazione scientifica, che giustificano il prezzo più della confezione.

Canale

Presidiare marketplace e social commerce: salute e bellezza è la prima categoria online in Italia (+24% nel 2025).

Soglia da monitorare

Crescita online dell'area euro vicina al totale (distanza sotto 2 punti, oggi 3,0): la crescita del canale smette di sottrarre quota al negozio fisico.

Moda e lusso

Contesto. Prezzi dell'abbigliamento fermi (0,0% in Italia), non alimentari +0,3% a volume in Italia (media giugno–agosto). Nel lusso in Europa crescono Hermès e Cucinelli, Zegna è quasi ferma, calano Ferragamo, Moncler e Prada.

Prezzo

Prezzi dell'abbigliamento fermi (0,0% in Italia): spazio ridotto per rincari fuori dal lusso.

Offerta

Rivedere l'assortimento verso il prezzo d'ingresso della fascia, dove si concentra la domanda che resta.

Canale e mercati

Stati Uniti prima dell'Europa: le Americhe crescono più dell'Europa in tutte le società del lusso che pubblicano il dato. Ridurre la dipendenza dal wholesale, dove si concentrano i cali (Ferragamo).

Soglia da monitorare

Fiducia dei consumatori area euro sotto −18 per due mesi (oggi −17,9, stima flash di ottobre): stagione natalizia da pianificare su volumi prudenti.

Beni durevoli e auto

Contesto. Durevoli in crescita in Italia (+0,9% nel Q2), immatricolazioni europee +6,3% tra gennaio e settembre (Italia +8,6%), con i marchi cinesi in forte crescita, ma la BCE è al 2,50% e può salire ancora, e il potere d'acquisto delle famiglie italiane è sceso dello 0,9% nel Q2.

Prezzo

Difendere il rapporto prezzo-dotazioni contro i nuovi entranti cinesi (BYD +135% tra gennaio e settembre, quota 2,7%), senza rincorrerli sul prezzo.

Offerta

Finanziamento al consumo e pagamenti dilazionati per compensare il costo del credito, con la BCE al 2,50%.

Canale e mercati

In Italia i durevoli sono i beni che crescono di più nella spesa delle famiglie (+0,9% nel Q2): mercato da presidiare, non da ridimensionare.

Soglia da monitorare

Nuovo rialzo BCE il 29 ottobre: rivedere subito le condizioni di finanziamento offerte ai clienti.

Il consumatore europeo

Fonti: Eurostat, Commissione europea; Regno Unito: ONS.

Al netto dei carburanti l'effetto prezzo è di 1,2 punti nell'area euro e di 1,4 in Italia.

Vendite al dettaglio esclusi carburanti: valore contro volume, var. % annua
Media giugno–agosto 2026 su stesso periodo 2025 · la distanza tra i punti è l'effetto prezzo
ValoreVolumeEffetto prezzo

In Italia +1,3% a valore contro −0,1% a volume, in Germania +1,5% contro −0,5%: nei due Paesi la crescita è solo prezzo. In Francia è tutta quantità (+3,1% entrambi).

In Italia calano gli alimentari (−0,6%) e i non alimentari sono quasi fermi (+0,3%).

Alimentari contro non alimentari, var. % annua a volume
Media giugno–agosto 2026 su stesso periodo 2025
AlimentariNon alimentari

In Germania calano entrambi, in Francia crescono entrambi di oltre il 3%. In Italia e in Spagna si risparmia prima sulla spesa di tutti i giorni: il discrezionale tiene meglio.

Fuori dall'energia i prezzi sono quasi fermi: poco spazio per rincari di listino.

Prezzi per categoria di consumo, var. % annua
Settembre 2026 su settembre 2025 · Italia e area euro, energia esclusa
ItaliaArea euro

Abbigliamento 0,0% in Italia, cura della persona +1,1%; alimentari +1,7%, in accelerazione da agosto. Fanno eccezione le marche con vantaggio distintivo.

A ottobre la fiducia dell'area euro scende ancora, a −17,9: secondo calo di fila.

Fiducia dei consumatori, saldo
Gennaio 2025–ottobre 2026 · Commissione europea · area euro a ottobre (stima flash), Germania, Francia e Spagna a settembre, Italia ad agosto

Lo shock di marzo–aprile 2026 è comune; il recupero no: si interrompe a settembre dopo quattro mesi e a ottobre la stima flash segna un nuovo calo (−1,1 punti). Per l'Italia il saldo di settembre non è ancora pubblicato: ad agosto era il più basso tra i grandi Paesi (−20,3) e l'indice Istat di settembre scende a 91,2 da 94,5.

Energia a +18,9% nell'area euro: il rincaro arriva dalle bollette, non ancora dal carrello.

Energia contro alimentari, var. % annua
Settembre 2026 su settembre 2025 · var. % annua, indice armonizzato
EnergiaAlimentari

Energia a doppia cifra in tutti i grandi Paesi, dal +13,4% della Germania al +22,6% dell'Italia. Gli alimentari restano tra lo 0,4% e il 2,7%, ma salgono ovunque rispetto ad agosto: in Italia +1,7% dall'1,1%.

In Italia il risparmio scende al 9,5% del reddito; in Germania e Francia è al 17–19%.

Propensione al risparmio delle famiglie, %
Q2 2026 (Francia: Q1 2026) · % del reddito disponibile lordo (Regno Unito: definizione ONS)

In un trimestre la quota italiana perde 1,2 punti (era 10,7%): la spesa regge intaccando il risparmio. A parità di shock, chi ha meno risparmio ha meno margine per assorbire i rincari.

Focus Italia

Fonti: Eurostat, Commissione europea, Istat, BCE.

Italia: quattro trimestri di crescita lenta dopo lo stallo del Q2 2025.

Pil, variazione % sul trimestre precedente
Dati destagionalizzati · Q2 2025–Q2 2026 · crescita acquisita 2026: +0,8%

Trainata da servizi e consumi. La crescita già acquisita (0,8%) supera la previsione Istat di giugno (0,7%): rischio al rialzo sull'anno, se l'energia non peggiora.

Fermi i beni non durevoli: è il perimetro del largo consumo.

Spesa delle famiglie per tipo di bene, var. % sul trimestre precedente
Q2 2026 su Q1 2026

Tengono durevoli (+0,9%) e servizi (+0,4%); fermi alimentari, cura della casa e della persona.

La disoccupazione italiana è risalita al 6,2%, dal 5,6% di maggio.

Tasso di disoccupazione, Italia e area euro, %
Gennaio 2025–agosto 2026 · destagionalizzato
ItaliaArea euro

Resta sotto la media dell'area euro (6,4%), ma la distanza si è ridotta a 0,2 punti; gli occupati crescono ancora (+1,2% in un anno). Il freno ai consumi è il potere d'acquisto, sceso dello 0,9% nel Q2, insieme alla fiducia.

Due rialzi BCE da 25 punti base: rate più care, frenano i durevoli a credito.

Tasso BCE sui depositi, %
Fine mese, gennaio–settembre 2026

Giugno e settembre, contro l'inflazione energetica. Mutui variabili e credito al consumo costano di più: pesa soprattutto sui beni durevoli finanziati a rate.

Previsioni di giugno: Pil 2026 tra 0,5% e 0,7%; l'inflazione acquisita (3,1%) ha già raggiunto le stime.

Previsioni ufficiali, var. % annua
Pil, consumi e inflazione 2026–2027 · Italia salvo BCE (area euro) · Istat e Banca d'Italia a giugno, prima del rialzo BCE di settembre

Consumi in rallentamento a +0,6%. Con l'inflazione acquisita al 3,1% a settembre (Istat, stima preliminare), le stime 2026 di giugno (2,9–3,1%) sono esposte a revisioni al rialzo. Budget 2027 su volumi piatti; il rientro dei prezzi dipende dall'energia.

La crescita acquisita (0,8%) supera la stima Istat di giugno; il Governo ora indica +1,0%.

Tabella delle previsioni
Valori in var. % annua
Indicatore202520262027Fonte

Il rischio sulle previsioni 2026 è al rialzo sulla crescita e sull'inflazione. Il quadro del Governo (DPFP del 2 ottobre: +1,0% nel 2026, +0,8% nel 2027) è riportato con doppio riscontro.

Abitudini e intenzioni di acquisto, settembre 2026

Fonte: Osservatorio Findomestic, Barometro di settembre 2026. Indagine mensile sulle intenzioni di acquisto degli italiani.

Il consumatore digitale

Fonti: Eurostat, ONS, Netcomm–PoliMi, Casaleggio Associati.

L'online cresce ovunque più del totale: in Italia +9,0% contro −0,1%.

Vendite online contro vendite totali, var. % annua a volume
Media giugno–agosto 2026 su stesso periodo 2025 (Francia, online: maggio–luglio)
OnlineTotale commercio al dettaglio, esclusi carburanti

La domanda non sparisce, cambia canale. Nell'area euro +4,4% contro +1,4%: una distanza di 3,0 punti.

Compra online il 56% degli italiani, contro il 74% della media UE.

Persone che hanno comprato online negli ultimi 12 mesi, %
2025 · individui tra 16 e 74 anni

Il ritardo è di 17 punti, ma l'Italia recupera: +7 punti dal 2022. È il bacino di crescita più ampio tra i grandi Paesi.

Online in Italia: vincono salute e bellezza (+24%) e marketplace (+16%).

E-commerce in Italia per categoria, var. % annua
2025 su 2024 · mercato online totale 90,6 mld €, +6%

Arretrano casa e animali. La crescita si concentra dove assortimento e prezzo si confrontano facilmente.

Nel Regno Unito oltre un quarto delle vendite passa dall'online; in Italia meno della metà.

Numeri chiave dell'online
Italia e confronto con il Regno Unito
Acquisti online di prodotti, Italia
42,6 mld €stima 2026, +6% (Netcomm–PoliMi)
Penetrazione dell'online sul retail di prodotto, Italia
11,5%stima 2026 (Netcomm–PoliMi)
Quota online sulle vendite al dettaglio, Regno Unito
27,3%agosto 2026, era 26,1% un anno fa (ONS)
Italiani che comprano online
56%2025, contro 74% UE (Eurostat)

27,3% contro 11,5%, con misure non identiche ma comparabili: il Regno Unito mostra il punto di arrivo.

La lettura del mese

Mentre le vendite totali crescono poco, l'online cresce del 9% in Italia e tra il 3% e il 7% negli altri grandi Paesi dell'area euro. Per chi guida un brand consumer il tema non è se investire nel digitale, ma dove si sposta il margine: i marketplace catturano la crescita, i costi di acquisizione salgono e la visibilità nei cataloghi letti dagli assistenti AI diventa una nuova leva di distribuzione. Chi presidia oggi il canale diretto e i dati di prima parte difende il margine domani.

© 2026 Alberto Maria Gizzi

Stati Uniti e Cina

Fonti: Census Bureau, BLS, Università del Michigan, Federal Reserve, NBS.

Note. USA: vendite al dettaglio a valore, a prezzi correnti (il Census non pubblica il dato a volume), esclusi i carburanti (stazioni di servizio), media degli ultimi tre mesi; fiducia Università del Michigan. Cina: vendite al dettaglio a prezzi correnti, disoccupazione urbana da indagine. Tasso cinese non pubblicato finché non verificato sulla fonte ufficiale.

Cambi e titoli di Stato

Fonti: BCE, Deutsche Bundesbank, Tesoro degli Stati Uniti.

Perché contano per i consumi

Rendimenti. Quando i rendimenti dei titoli di Stato salgono, soprattutto sulle scadenze lunghe, lo Stato paga più interessi sul debito che rinnova: restano meno risorse per investimenti e per misure di sostegno alle famiglie. Con un debito al 138,1% del Pil nel 2026*, per l'Italia ogni aumento pesa più che altrove. Cambi. Un euro più debole rende più care le importazioni in dollari e in yuan (energia, materie prime, prodotti finiti) e più competitivo l'export europeo; un euro più forte fa il contrario.

In un anno i rendimenti a 10 anni sono saliti di circa mezzo punto in tutta l'area euro.

Rendimento dei titoli di Stato a 10 anni, %
Media mensile, gennaio 2025–agosto 2026

Italia 3,99% (da 3,54%), Francia 4,00% (da 3,42%): la Francia ha raggiunto l'Italia. La distanza tra Italia e Germania è di 0,80 punti (0,86 un anno fa).

L'euro si è indebolito contro dollaro (−3,5%) e yuan (−9,1%).

Euro contro le principali valute, var. % a un anno
6 ottobre 2026 su 6 ottobre 2025 · valori negativi = euro più debole

Un euro vale 1,13 dollari e 7,56 yuan. Importare dalla Cina e in dollari costa di più; chi esporta fuori dall'area euro guadagna competitività.

Rendimenti in % annua; variazioni in punti percentuali rispetto a un anno prima (dati giornalieri: stessa data o ultima seduta precedente). Italia, Francia e Spagna: media mensile di agosto 2026, ultimo dato armonizzato BCE. Italia a 30 anni: non riportato, perché il Tesoro pubblica solo i rendimenti d'asta e non una serie giornaliera accessibile. * Debito/Pil: Documento programmatico di finanza pubblica approvato il 2 ottobre 2026; doppio riscontro (AGI, Avvenire).

Aziende europee

Fonti: comunicati e relazioni finanziarie delle società, link in tabella.

Consumer staples: prezzo/mix contro volumi

A livello di gruppo il prezzo pesa più dei volumi in 4 casi su 5.

Crescita organica dei ricavi scomposta, var. % annua
H1 2026 su H1 2025 · dato di gruppo, tutti i mercati
Prezzo/mixVolumi

Ma il dato include i mercati emergenti. In Europa il quadro è più debole: Nestlé +2,7% con volumi +0,5%, Unilever −0,9% con prezzi −0,6% e volumi −0,2%.

In Europa crescere è più difficile che nel resto del mondo.

Consumer staples, dettaglio
H1 2026 su H1 2025 · var. % organica dei ricavi, totale ed Europa dove dichiarata

Nestlé +2,7% contro +3,6% di gruppo, Unilever −0,9% contro +4,8%, Campari +1,9% contro +2,7%.

Lusso: l'Europa contro le Americhe

Lusso in Europa: crescono Hermès e Cucinelli, calano Moncler, Prada e Ferragamo.

Ricavi in Europa, var. % organica annua
H1 2026 su H1 2025 (gennaio–giugno)

Hermès +8,8% (Francia esclusa), Cucinelli +5,3%, Zegna quasi ferma (+1,5%); Moncler e Prada −4%, Ferragamo −8,6%.

In tutte e 6 le società del lusso l'Europa cresce meno delle Americhe.

Crescita organica dei ricavi: Europa meno Americhe, punti percentuali
H1 2026 su H1 2025 · valori negativi = Europa più debole

Sono le società che pubblicano entrambi i dati; distanze fino a 24 punti (Ferragamo). Vale anche per Adidas (−9 punti) e Hugo Boss (−8). Perimetri diversi: vedi la nota sotto.

— = dato per area non riportato nel comunicato sui risultati; i documenti completi sono nella sezione investor relations di ciascuna società. * Doppio riscontro: comunicato ufficiale non accessibile; cifra pubblicata perché due testate autorevoli riportano valori identici.

Automotive: immatricolazioni in Europa, gennaio–settembre 2026

Auto: crescono tutti i grandi mercati, Italia (+8,6%) sopra la media europea.

Immatricolazioni per Paese, var. % annua
Gennaio–settembre 2026 su stesso periodo 2025

Regno Unito +10,2%, media europea +6,3%; la Francia è la più debole (+4,1%). Nell'UE le ibride sono il 36,3% delle immatricolazioni, le elettriche il 22,7%.

I costruttori cinesi crescono a tre cifre, da quote ancora piccole.

Immatricolazioni per gruppo, var. % annua
Gennaio–settembre 2026 su stesso periodo 2025 · UE, EFTA e Regno Unito

BYD +135% (quota 2,7%), Chery +256% (2,5%). Tra i gruppi storici crescono Stellantis (+4,7%) e BMW (+3,7%); Volkswagen è quasi ferma (+0,5%), calano Renault (−3,1%) e Hyundai (−3,4%).

Come leggere i confronti tra società

Stesso periodo: tutti i confronti usano il primo semestre 2026 (gennaio–giugno). Sono escluse le società con esercizio non allineato all'anno solare (Richemont, Burberry, Inditex, Diageo), i cui ultimi dati coprono periodi diversi. Metriche diverse: crescita organica, a cambi costanti, a parità di negozi o comparabile, secondo la definizione di ciascuna società. Perimetri diversi: l'"Europa" di Moncler, Pandora, Hugo Boss e Zegna è EMEA (include Medio Oriente e Africa), quella di Hermès esclude la Francia; l'Asia di Hermès esclude il Giappone, quella di Ferragamo è Asia Pacifico, quella di Zegna è la Grande Cina (resto dell'Asia-Pacifico +13,6%). Per questo i confronti indicano tendenze, non classifiche.

Agenda

Fonti: calendari degli istituti; testata indicata per ogni notizia.

Prossimi rilasci

  1. Fiducia dei consumatori di settembre: Commissione europea (area euro confermata a −16,5) e Istat (91,2 da 94,5).
  2. Disoccupazione di agosto: Istat ed Eurostat. Italia 6,2%, area euro 6,4%.
  3. Stima flash dell'inflazione di settembre, area euro: Eurostat. 3,8% su base annua, energia +18,8%.
  4. Reddito e risparmio delle famiglie, Q2 2026: Istat. Potere d'acquisto −0,9% sul trimestre precedente.
  5. Vendite al dettaglio di agosto: Istat (2 ottobre) ed Eurostat (6 ottobre).
  6. Conti del Q3 2026 di lusso e staples europei: LVMH il 12, Nestlé il 22, Unilever il 28 ottobre. Date dai calendari delle società.
  7. Stati Uniti, prezzi al consumo e vendite al dettaglio di settembre: BLS il 14 (inflazione al 3,7% dal 3,4%), Census Bureau il 15 (vendite esclusi carburanti +4,1% a/a nella media luglio–settembre).
  8. Inflazione di settembre, dati definitivi per categoria: Istat ed Eurostat. Eurostat: data indicativa.
  9. Fiducia dei consumatori di ottobre, stima flash: Commissione europea (area euro −17,9). Immatricolazioni di settembre: ACEA (Europa +6,3% da inizio anno).
  10. Riunioni di Fed e BCE. Per la BCE è la prima decisione dopo l'inflazione di settembre al 3,8%. Il 29 anche Istat: fiducia di ottobre e occupati di settembre. Fonti: calendari Federal Reserve, BCE e Istat.
  11. Pil del Q3 2026, stima preliminare, e stima flash dell'inflazione di ottobre: Istat ed Eurostat. Data indicativa, secondo il calendario abituale.
  12. Vendite al dettaglio di settembre: Istat. Eurostat negli stessi giorni, data indicativa.

Notizie dell'ultimo mese

Aggiornate al 22 ottobre 2026. Selezionate per impatto su consumi e decisioni commerciali.

    Alberto Maria Gizzi

    Strategy executive nei settori consumer, fashion e luxury, con un percorso tra consulenza, imprenditoria e funzione strategy. Affianca top management e CEO su crescita, redditività e modello operativo, con un approccio che unisce analisi finanziaria e lettura del consumatore. In precedenza ha fondato e guidato una startup e-commerce finanziata.
    Formazione in Finanza (Università Bocconi) ed Executive MBA (SDA Bocconi).

    strategica21 è un progetto personale, indipendente e gratuito. © 2026 Alberto Maria Gizzi

    Questo sito non usa cookie né strumenti di tracciamento o di pubblicità.

    Privacy

    Titolare del trattamento. Alberto Maria Gizzi. Per ogni richiesta puoi scrivermi su LinkedIn.

    Navigazione. Per mostrarti il sito, il fornitore di hosting (Netlify) tratta l'indirizzo IP e i dati tecnici della richiesta, per erogare il servizio e garantirne la sicurezza.

    Statistiche di visita. Per ogni visita registro la pagina aperta, il sito di provenienza, il tipo di dispositivo e un identificativo anonimo che cambia ogni giorno e non permette di riconoscerti nei giorni successivi. L'indirizzo IP non viene conservato. I dati sono su server nell'Unione europea e servono solo a contare le visite.

    Preferenze. La scelta del tema chiaro o scuro resta nel tuo browser e non viene trasmessa.

    Cosa non faccio. Nessun cookie, nessuna profilazione, nessuna pubblicità, nessuna cessione dei dati a terzi.

    Base giuridica e conservazione. Legittimo interesse a far funzionare il sito e a misurarne l'uso in forma aggregata. I dati di visita sono conservati per 12 mesi, poi cancellati; restano solo i totali giornalieri.

    I tuoi diritti. Le statistiche non permettono di identificare chi visita il sito, quindi non è possibile ricondurre una visita a una persona. Restano fermi i diritti previsti dal GDPR, compreso il reclamo al Garante per la protezione dei dati personali.

    Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.

    Note metodologiche

    Come sono fissate le soglie

    Ogni soglia segue uno di quattro criteri, dichiarato riga per riga: riferimento istituzionale (un obiettivo ufficiale, ad esempio il 2% della BCE); margine di revisione (lo zero più il margine entro cui il dato viene normalmente rivisto, così da non reagire al rumore); fascia storica (il ritorno ai livelli di un episodio recente documentato, confermato per due mesi); dinamica (un allargamento o un dimezzamento rispetto all'ultimo dato). Le soglie si rivedono solo al cambio del criterio, non del dato.

    Regola dei periodi

    Vendite al dettaglio (totali, alimentari, non alimentari, online): media degli ultimi tre mesi disponibili sullo stesso periodo dell'anno prima, sempre al netto dei carburanti, perché il dato mensile è volatile. Prezzi, fiducia, disoccupazione e tassi: ultimo mese disponibile. Conti delle società: primo semestre dell'anno solare; escluse le società con esercizio non allineato. Cambi e rendimenti dei titoli di Stato: ultimo dato giornaliero disponibile confrontato con la stessa data dell'anno prima; per Italia, Francia e Spagna la media mensile armonizzata BCE. Immatricolazioni: cumulato da inizio anno sullo stesso periodo dell'anno prima. Previsioni: ultima pubblicazione ufficiale, con data. La pagina si aggiorna il primo giorno di ogni mese.

    Fonti e metodo

    Metodo

    • Fonti primarie per i numeri: istituti di statistica, banche centrali, Commissione europea, OCSE, FMI, bilanci e comunicati delle società. Le testate servono per le notizie.
    • Doppio riscontro: dove il comunicato ufficiale non è accessibile, la cifra è pubblicata solo se due testate autorevoli riportano valori identici, con etichetta visibile.
    • Solo previsioni ufficiali, con data di pubblicazione. Nessuna proiezione statistica propria.
    • Regola dei periodi: vendite in media a tre mesi al netto dei carburanti, prezzi e fiducia all'ultimo mese, società al primo semestre (dettagli nelle note metodologiche).
    • Periodo sempre dichiarato e definizioni delle società riportate con i loro termini (ad esempio RIG, USG, like-for-like).
    • Revisioni tracciate: il database conserva lo storico dei valori scaricati.
    • Aggiornamento: raccolta automatica quotidiana dei dati (Eurostat, ONS, BLS, Università del Michigan, SEC); edizione della pagina il primo giorno di ogni mese.

    Disclaimer. Contenuti a scopo informativo. Non costituiscono consulenza sugli investimenti né raccomandazioni su strumenti finanziari. Le interpretazioni sono dell'autore.

    Documenti e rilasci ufficiali

      Fonti dei singoli grafici