Tesi del mese
strategica21Osservatorio sul consumatore europeo · edizione di settembre 2026

Il consumatore europeo è più prudente. L'Italia è ferma sui beni.

In 60 secondi
Vendite al dettaglio a volume, esclusi carburantiArea euro · media mag–lug 2026 su stesso periodo 2025+1,8%a valore +3,0%: effetto prezzo 1,2 punti
Fiducia dei consumatori, saldoArea euro · settembre 2026, stima flash · saldo tra risposte positive e negative−16,5agosto −15,5: primo calo dopo quattro mesi
Vendite online a volumeArea euro · media mag–lug 2026 su stesso periodo 2025+5,8%contro +1,8% del totale vendite al dettaglio

Commento. Il consumatore europeo è diventato più prudente. Con l'inflazione al 3,2%, spinta dai costi dell'energia, una parte rilevante della crescita delle vendite è prezzo e non quantità: in Italia e Germania, i due mercati più deboli, quasi tutta a valore (in Italia +1,9% a valore contro +0,4% a volume, esclusi i carburanti). La fiducia, crollata in primavera, è tornata a scendere a settembre, con l'Italia la più pessimista. E dove si risparmia meno, in Italia e Spagna (circa l'11% del reddito, contro il 17–19% di Francia e Germania), c'è meno margine per assorbire i rincari.

In Italia la crescita è quasi piatta: la spesa delle famiglie sale poco e i beni non durevoli sono fermi; la disoccupazione resta bassa, ma è risalita al 5,8% dal minimo di maggio (5,4%). Intanto la domanda cambia canale: l'online cresce oltre tre volte più del totale, con salute e bellezza e marketplace in testa nel 2025, e la concorrenza tra marche aumenta.

Il rincaro dell'energia non si è ancora trasferito ai prezzi degli altri beni, ma ha già spinto BCE e Fed ad alzare i tassi, e i rendimenti dei titoli di Stato sono saliti di circa mezzo punto in un anno: più interessi sul debito, meno risorse pubbliche per sostenere famiglie e investimenti. Black Friday e Natale dovrebbero sostenere gli acquisti di fine anno; il conto può arrivare nel 2027. Per le aziende la priorità diventa la marginalità. Sul fronte pubblico è ragionevole attendersi sostegni alle famiglie a basso reddito e alle imprese energivore e, nel medio periodo, investimenti in efficienza energetica, anche con capitale privato, per ridurre l'esposizione a shock come quello che stiamo attraversando in questo 2026.

© 2026 Alberto Maria Gizzi

Tre evidenze

  • Crescita debole in Europa, ferma in Italia. Al netto dei carburanti, nella media maggio–luglio 2026 le vendite al dettaglio dell'area euro crescono su base annua del 3,0% a valore e dell'1,8% a volume; in Italia +1,9% contro +0,4%, in Germania +1,7% contro +0,1%. In Francia i volumi crescono quanto il valore (+3,7% e +3,6%).
  • Shock energetico, non alimentare. Ad agosto l'energia sale del 14,3% nell'area euro (17,1% in Italia), mentre alimentari (+0,8%), abbigliamento (+0,6%) e casa (+0,6%) sono quasi fermi. Includendo i carburanti la distanza tra valore e volume raddoppia (2,5 punti nell'area euro, 3,4 in Italia). La fiducia scende a −16,5 a settembre, Italia a −20,3 ad agosto.
  • Le aziende confermano, con differenze. In Europa Nestlé cresce del 2,7% quasi tutto con il prezzo (volumi +0,5%), mentre Unilever arretra (−0,9%) con prezzi in calo. Nel lusso l'Europa cresce meno delle Americhe in tutte e 6 le società che pubblicano entrambi i dati per il primo semestre 2026; lo stesso vale per Adidas e Hugo Boss.

Tre implicazioni per le aziende consumer

  • Il prezzo regge dove la marca è forte: un indizio, non una regola. In Europa Nestlé cresce con il prezzo (+2,2%) e tiene i volumi (+0,5%); Unilever, con prezzi in calo (−0,6%), non recupera volumi (−0,2%). Due casi non fanno una legge, ma con prezzi alimentari sotto l'1% nell'area euro un rincaro di listino rischia di pagarsi in volumi: meglio lavorare su architettura di prezzo e formati.
  • Riallocare per canale, verificare per Paese. L'online cresce ovunque più del totale. Nella media maggio–luglio, esclusi i carburanti, i volumi crescono in Francia (+3,7%) e Spagna (+1,8%) e sono fermi in Italia (+0,4%) e Germania (+0,1%): un segnale da confermare con la stagione natalizia prima di spostare budget tra Paesi. Tra i canali, invece, il budget va riallocato, non ridotto.
  • Nel lusso il marchio sembra contare più del mercato. In Europa crescono Hermès (+8,8%, Francia esclusa) e Cucinelli (+5,3%), Zegna è quasi ferma (+1,5%); calano Moncler e Prada (−4%) e Ferragamo (−8,6%). Sei società con perimetri diversi: un'indicazione di tendenza, non una classifica.

Implicazioni per categoria

Come leggere. Per ogni categoria: il contesto nei dati, le tre leve su cui agire nei prossimi tre mesi (prezzo, offerta, canale) e la soglia che cambierebbe la raccomandazione.

Food e bevande

Contesto. Prezzi alimentari +1,1% in Italia, volumi alimentari −0,5% nella media maggio–luglio. In Europa Nestlé cresce con il prezzo (+2,2%), Unilever arretra con prezzi in calo (−0,6%).

Prezzo

Con prezzi alimentari a +0,8% nell'area euro, un listino che corre più della categoria si paga in volumi: crescere con mix e innovazione, non con aumenti generalizzati.

Offerta

Formati d'ingresso e multipack per recuperare i volumi alimentari italiani (−0,5%); ridurre la promozione dove non genera volumi incrementali.

Canale

La marca del distributore compete ormai anche sulla qualità: la differenza di marca va dimostrata a scaffale, non solo dichiarata.

Soglia da monitorare

Inflazione alimentare area euro sopra il 2% (oggi 0,8%): si riaprirebbe lo spazio per adeguare i listini.

Beauty e cura persona

Contesto. È la categoria più resiliente: L'Oréal +6,8% nel semestre, prezzi della cura della persona +1,3% in Italia, salute e bellezza la prima categoria online (+24% nel 2025).

Prezzo

Il premium con beneficio dimostrato sostiene prezzo e mix (L'Oréal +6,8% nel semestre).

Offerta

Investire in efficacia e comunicazione scientifica, che giustificano il prezzo più della confezione.

Canale

Presidiare marketplace e social commerce: salute e bellezza è la prima categoria online in Italia (+24% nel 2025).

Soglia da monitorare

Crescita online dell'area euro vicina al totale (distanza sotto 2 punti, oggi 4,0): la crescita del canale smette di sottrarre quota al negozio fisico.

Moda e lusso

Contesto. Prezzi dell'abbigliamento fermi (+0,1% in Italia), non alimentari +1,1% a volume (media maggio–luglio). Nel lusso in Europa crescono Hermès e Cucinelli, Zegna è quasi ferma, calano Ferragamo, Moncler e Prada.

Prezzo

Prezzi dell'abbigliamento fermi (+0,1% in Italia): spazio ridotto per rincari fuori dal lusso.

Offerta

Rivedere l'assortimento verso il prezzo d'ingresso della fascia, dove si concentra la domanda che resta.

Canale e mercati

Stati Uniti prima dell'Europa: le Americhe crescono più dell'Europa in tutte le società del lusso che pubblicano il dato. Ridurre la dipendenza dal wholesale, dove si concentrano i cali (Ferragamo).

Soglia da monitorare

Fiducia dei consumatori area euro sotto −18 per due mesi (oggi −16,5): stagione natalizia da pianificare su volumi prudenti.

Beni durevoli e auto

Contesto. Durevoli in crescita in Italia (+0,9% nel Q2), immatricolazioni europee +5,8% tra gennaio e agosto (Italia +8,5%), con i marchi cinesi in forte crescita, ma la BCE è al 2,50% e può salire ancora.

Prezzo

Difendere il rapporto prezzo-dotazioni contro i nuovi entranti cinesi (BYD +144% tra gennaio e agosto, quota 2,5%), senza rincorrerli sul prezzo.

Offerta

Finanziamento al consumo e pagamenti dilazionati per compensare il costo del credito, con la BCE al 2,50%.

Canale e mercati

In Italia i durevoli sono i beni che crescono di più nella spesa delle famiglie (+0,9% nel Q2): mercato da presidiare, non da ridimensionare.

Soglia da monitorare

Nuovo rialzo BCE il 29 ottobre: rivedere subito le condizioni di finanziamento offerte ai clienti.

Il consumatore europeo

Fonti: Eurostat, Commissione europea; Regno Unito: ONS.

Al netto dei carburanti l'effetto prezzo è di 1,2 punti nell'area euro e di 1,5 in Italia.

Vendite al dettaglio esclusi carburanti: valore contro volume, var. % annua
Media maggio–luglio 2026 su stesso periodo 2025 · la distanza tra i punti è l'effetto prezzo
ValoreVolumeEffetto prezzo

In Italia +1,9% a valore contro +0,4% a volume: circa metà di quanto indica il dato complessivo. In Francia la crescita è tutta quantità.

In Italia calano gli alimentari (−0,5%) e crescono i non alimentari (+1,1%).

Alimentari contro non alimentari, var. % annua a volume
Media maggio–luglio 2026 su stesso periodo 2025
AlimentariNon alimentari

In Germania entrambi fermi, in Francia crescono entrambi. L'italiano risparmia sulla spesa di tutti i giorni, non sul discrezionale.

Fuori dall'energia i prezzi sono quasi fermi: poco spazio per rincari di listino.

Prezzi per categoria di consumo, var. % annua
Agosto 2026 su agosto 2025 · Italia e area euro, energia esclusa
ItaliaArea euro

Abbigliamento +0,1% in Italia, cura della persona +1,3%. Fanno eccezione le marche con vantaggio distintivo.

La fiducia è tornata a scendere a settembre; l'Italia resta la più pessimista.

Fiducia dei consumatori, saldo
Gennaio 2025–agosto 2026 · Commissione europea

Lo shock di marzo–aprile 2026 è comune; il recupero no. La stima flash di settembre per l'area euro (−16,5) interrompe quattro mesi di recupero.

Il rincaro arriva dalle bollette, non dal carrello.

Energia contro alimentari, var. % annua
Agosto 2026 su agosto 2025 · indice armonizzato
EnergiaAlimentari

Energia a doppia cifra ovunque tranne in Germania, alimentari sotto il 2,5%.

Italiani e spagnoli risparmiano l'11% del reddito, tedeschi e francesi il 17–19%.

Propensione al risparmio delle famiglie, %
Q1 2026 · % del reddito disponibile lordo (Regno Unito: definizione ONS)

A parità di shock, chi ha meno risparmio ha meno margine per assorbire i rincari.

Focus Italia

Fonti: Eurostat, Commissione europea, Istat, BCE.

Italia: quattro trimestri di crescita lenta dopo lo stallo del Q2 2025.

Pil, variazione % sul trimestre precedente
Dati destagionalizzati · Q2 2025–Q2 2026 · crescita acquisita 2026: +0,8%

Trainata da servizi e consumi. La crescita già acquisita (0,8%) supera la previsione Istat di giugno (0,7%): rischio al rialzo sull'anno, se l'energia non peggiora.

Fermi i beni non durevoli: è il perimetro del largo consumo.

Spesa delle famiglie per tipo di bene, var. % sul trimestre precedente
Q2 2026 su Q1 2026

Tengono durevoli (+0,9%) e servizi (+0,4%); fermi alimentari, cura della casa e della persona.

Il lavoro tiene, ma la disoccupazione italiana è risalita al 5,8%.

Tasso di disoccupazione, Italia e area euro, %
Gennaio 2025–luglio 2026 · destagionalizzato
ItaliaArea euro

Era al 5,4% a maggio; resta sotto la media dell'area euro (6,4%). Il freno ai consumi non è l'occupazione ma il potere d'acquisto e la fiducia.

Due rialzi BCE da 25 punti base: rate più care, frenano i durevoli a credito.

Tasso BCE sui depositi, %
Fine mese, gennaio–settembre 2026

Giugno e settembre, contro l'inflazione energetica. Mutui variabili e credito al consumo costano di più: pesa soprattutto sui beni durevoli finanziati a rate.

Previsioni: Pil tra 0,5% e 0,7% nel 2026, inflazione verso il 2% nel 2027.

Previsioni ufficiali, var. % annua
Pil, consumi e inflazione 2026–2027 · Italia salvo BCE (area euro) · Istat e Banca d'Italia a giugno, prima del rialzo BCE di settembre

Consumi in rallentamento a +0,6%. Lo spartiacque è l'inflazione: 2,9–3,1% nel 2026. Budget 2027 su volumi piatti e prezzi in normalizzazione.

La crescita acquisita dell'Italia (0,8%) è già sopra la stima Istat.

Tabella delle previsioni
Valori in var. % annua
Indicatore202520262027Fonte

Il rischio sulle previsioni 2026 è al rialzo sulla crescita e sull'inflazione.

Abitudini e intenzioni di acquisto, settembre 2026

Fonte: Osservatorio Findomestic, Barometro di settembre 2026. Indagine mensile sulle intenzioni di acquisto degli italiani.

Il consumatore digitale

Fonti: Eurostat, ONS, Netcomm–PoliMi, Casaleggio Associati.

L'online cresce ovunque più del totale: in Italia +12,4% contro +0,4%.

Vendite online contro vendite totali, var. % annua a volume
Media maggio–luglio 2026 su stesso periodo 2025 (Francia: aprile–giugno)
OnlineTotale commercio al dettaglio, esclusi carburanti

La domanda non sparisce, cambia canale.

Compra online il 56% degli italiani, contro il 74% della media UE.

Persone che hanno comprato online negli ultimi 12 mesi, %
2025 · individui tra 16 e 74 anni

Il ritardo è di 17 punti, ma l'Italia recupera: +7 punti dal 2022. È il bacino di crescita più ampio tra i grandi Paesi.

Online in Italia: vincono salute e bellezza (+24%) e marketplace (+16%).

E-commerce in Italia per categoria, var. % annua
2025 su 2024 · mercato online totale 90,6 mld €, +6%

Arretrano casa e animali. La crescita si concentra dove assortimento e prezzo si confrontano facilmente.

Nel Regno Unito oltre un quarto delle vendite passa dall'online; in Italia meno della metà.

Numeri chiave dell'online
Italia e confronto con il Regno Unito
Acquisti online di prodotti, Italia
42,6 mld €stima 2026, +6% (Netcomm–PoliMi)
Penetrazione dell'online sul retail di prodotto, Italia
11,5%stima 2026 (Netcomm–PoliMi)
Quota online sulle vendite al dettaglio, Regno Unito
27,3%agosto 2026, era 26,1% un anno fa (ONS)
Italiani che comprano online
56%2025, contro 74% UE (Eurostat)

27,3% contro 11,5%, con misure non identiche ma comparabili: il Regno Unito mostra il punto di arrivo.

La lettura del mese

Mentre le vendite totali crescono poco, l'online cresce a doppia cifra in Italia e tra il 4% e l'8% negli altri grandi Paesi dell'area euro. Per chi guida un brand consumer il tema non è se investire nel digitale, ma dove si sposta il margine: i marketplace catturano la crescita, i costi di acquisizione salgono e la visibilità nei cataloghi letti dagli assistenti AI diventa una nuova leva di distribuzione. Chi presidia oggi il canale diretto e i dati di prima parte difende il margine domani.

© 2026 Alberto Maria Gizzi

Stati Uniti e Cina

Fonti: Census Bureau, BLS, Università del Michigan, Federal Reserve, NBS.

Note. USA: vendite al dettaglio a valore, a prezzi correnti (il Census non pubblica il dato a volume); fiducia Università del Michigan. Cina: vendite al dettaglio a prezzi correnti, disoccupazione urbana da indagine. Tasso cinese non pubblicato finché non verificato sulla fonte ufficiale.

Cambi e titoli di Stato

Fonti: BCE, Deutsche Bundesbank, Tesoro degli Stati Uniti.

Perché contano per i consumi

Rendimenti. Quando i rendimenti dei titoli di Stato salgono, soprattutto sulle scadenze lunghe, lo Stato paga più interessi sul debito che rinnova: restano meno risorse per investimenti e per misure di sostegno alle famiglie. Con un debito al 138,1% del Pil nel 2026*, per l'Italia ogni aumento pesa più che altrove. Cambi. Un euro più debole rende più care le importazioni in dollari e in yuan (energia, materie prime, prodotti finiti) e più competitivo l'export europeo; un euro più forte fa il contrario.

In un anno i rendimenti a 10 anni sono saliti di circa mezzo punto in tutta l'area euro.

Rendimento dei titoli di Stato a 10 anni, %
Media mensile, gennaio 2025–agosto 2026

Italia 3,99% (da 3,54%), Francia 4,00% (da 3,42%): la Francia ha raggiunto l'Italia. La distanza tra Italia e Germania è di 0,80 punti (0,86 un anno fa).

L'euro si è indebolito contro dollaro (−4,5%) e yuan (−10,1%).

Euro contro le principali valute, var. % a un anno
2 ottobre 2026 su 2 ottobre 2025 · valori negativi = euro più debole

Un euro vale 1,12 dollari e 7,53 yuan. Importare dalla Cina e in dollari costa di più; chi esporta fuori dall'area euro guadagna competitività.

Rendimenti in % annua; variazioni in punti percentuali rispetto a un anno prima. Italia, Francia e Spagna: media mensile di agosto 2026, ultimo dato armonizzato BCE. Italia a 30 anni: non riportato, perché il Tesoro pubblica solo i rendimenti d'asta e non una serie giornaliera accessibile. * Debito/Pil: Documento programmatico di finanza pubblica approvato il 2 ottobre 2026; doppio riscontro, in attesa del testo ufficiale.

Aziende europee

Fonti: comunicati e relazioni finanziarie delle società, link in tabella.

Consumer staples: prezzo/mix contro volumi

A livello di gruppo il prezzo pesa più dei volumi in 4 casi su 5.

Crescita organica dei ricavi scomposta, var. % annua
H1 2026 su H1 2025 · dato di gruppo, tutti i mercati
Prezzo/mixVolumi

Ma il dato include i mercati emergenti. In Europa il quadro è più debole: Nestlé +2,7% con volumi +0,5%, Unilever −0,9% con prezzi −0,6% e volumi −0,2%.

In Europa crescere è più difficile che nel resto del mondo.

Consumer staples, dettaglio
H1 2026 su H1 2025 · var. % organica dei ricavi, totale ed Europa dove dichiarata

Nestlé +2,7% contro +3,6% di gruppo, Unilever −0,9% contro +4,8%, Campari +1,9% contro +2,7%.

Lusso: l'Europa contro le Americhe

Lusso in Europa: crescono Hermès e Cucinelli, calano Moncler, Prada e Ferragamo.

Ricavi in Europa, var. % organica annua
H1 2026 su H1 2025 (gennaio–giugno)

Hermès +8,8% (Francia esclusa), Cucinelli +5,3%, Zegna quasi ferma (+1,5%); Moncler e Prada −4%, Ferragamo −8,6%.

In tutte e 6 le società del lusso l'Europa cresce meno delle Americhe.

Crescita organica dei ricavi: Europa meno Americhe, punti percentuali
H1 2026 su H1 2025 · valori negativi = Europa più debole

Sono le società che pubblicano entrambi i dati; distanze fino a 24 punti (Ferragamo). Vale anche per Adidas (−9 punti) e Hugo Boss (−8). Perimetri diversi: vedi la nota sotto.

— = dato per area non riportato nel comunicato sui risultati; i documenti completi sono nella sezione investor relations di ciascuna società. * Doppio riscontro: comunicato ufficiale non accessibile; cifra pubblicata perché due testate autorevoli riportano valori identici.

Automotive: immatricolazioni in Europa, gennaio–agosto 2026

Auto: crescono tutti i grandi mercati, Italia (+8,5%) sopra la media europea.

Immatricolazioni per Paese, var. % annua
Gennaio–agosto 2026 su stesso periodo 2025

Regno Unito +9,8%, media europea +5,8%; la Francia è la più debole (+3,0%). Nell'UE le ibride sono il 36,6% delle immatricolazioni, le elettriche il 21,7%.

I costruttori cinesi crescono a tre cifre, da quote ancora piccole.

Immatricolazioni per gruppo, var. % annua
Gennaio–agosto 2026 su stesso periodo 2025 · UE, EFTA e Regno Unito

BYD +144% (quota 2,5%), Chery +280% (2,3%). Tra i gruppi storici crescono Stellantis (+4,7%) e BMW (+4,0%); Volkswagen è quasi ferma (+0,9%), calano Renault (−3,3%) e Hyundai (−1,9%).

Come leggere i confronti tra società

Stesso periodo: tutti i confronti usano il primo semestre 2026 (gennaio–giugno). Sono escluse le società con esercizio non allineato all'anno solare (Richemont, Burberry, Inditex, Diageo), i cui ultimi dati coprono periodi diversi. Metriche diverse: crescita organica, a cambi costanti, a parità di negozi o comparabile, secondo la definizione di ciascuna società. Perimetri diversi: l'"Europa" di Moncler, Pandora, Hugo Boss e Zegna è EMEA (include Medio Oriente e Africa), quella di Hermès esclude la Francia; l'Asia di Hermès esclude il Giappone, quella di Ferragamo è Asia Pacifico, quella di Zegna è la Grande Cina (resto dell'Asia-Pacifico +13,6%). Per questo i confronti indicano tendenze, non classifiche.

Agenda

Fonti: calendari degli istituti; testata indicata per ogni notizia.

Prossimi rilasci

  1. Fiducia dei consumatori di settembre: Istat e Commissione europea. Data indicativa, secondo il calendario abituale.
  2. Stima flash dell'inflazione di settembre, area euro: Eurostat. Data indicativa.
  3. Reddito e risparmio delle famiglie, Q2 2026: Istat.
  4. Vendite al dettaglio USA di settembre: Census Bureau.
  5. Conti del Q3 2026 di staples e lusso europei. Date da calendari societari.
  6. Riunione di politica monetaria della BCE. Il mercato prezza una probabilità vicina al 50% di un nuovo rialzo. Fonte: calendario BCE, attese di mercato riportate da investingLive.
  7. Immatricolazioni di settembre: ACEA. Data indicativa.

Notizie dell'ultimo mese

Aggiornate al 26 settembre 2026. Selezionate per impatto su consumi e decisioni commerciali.

    Alberto Maria Gizzi

    Strategy executive nei settori consumer e luxury, con un percorso che unisce consulenza strategica, imprenditoria e pianificazione strategica in azienda. Lavora su crescita, redditività e modello operativo, con un approccio che combina analisi finanziaria e conoscenza del consumatore. Formazione in finanza in Università Bocconi ed Executive MBA in SDA Bocconi.

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    Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026.

    Note metodologiche

    Come sono fissate le soglie

    Ogni soglia segue uno di quattro criteri, dichiarato riga per riga: riferimento istituzionale (un obiettivo ufficiale, ad esempio il 2% della BCE); margine di revisione (lo zero più il margine entro cui il dato viene normalmente rivisto, così da non reagire al rumore); fascia storica (il ritorno ai livelli di un episodio recente documentato, confermato per due mesi); dinamica (un allargamento o un dimezzamento rispetto all'ultimo dato). Le soglie si rivedono solo al cambio del criterio, non del dato.

    Regola dei periodi

    Vendite al dettaglio (totali, alimentari, non alimentari, online): media degli ultimi tre mesi disponibili sullo stesso periodo dell'anno prima, sempre al netto dei carburanti, perché il dato mensile è volatile. Prezzi, fiducia, disoccupazione e tassi: ultimo mese disponibile. Conti delle società: primo semestre dell'anno solare; escluse le società con esercizio non allineato. Cambi e rendimenti dei titoli di Stato: ultimo dato giornaliero disponibile confrontato con la stessa data dell'anno prima; per Italia, Francia e Spagna la media mensile armonizzata BCE. Immatricolazioni: cumulato da inizio anno sullo stesso periodo dell'anno prima. Previsioni: ultima pubblicazione ufficiale, con data. La pagina si aggiorna il primo giorno di ogni mese.

    Fonti e metodo

    Metodo

    • Fonti primarie per i numeri: istituti di statistica, banche centrali, Commissione europea, OCSE, FMI, bilanci e comunicati delle società. Le testate servono per le notizie.
    • Doppio riscontro: dove il comunicato ufficiale non è accessibile, la cifra è pubblicata solo se due testate autorevoli riportano valori identici, con etichetta visibile.
    • Solo previsioni ufficiali, con data di pubblicazione. Nessuna proiezione statistica propria.
    • Regola dei periodi: vendite in media a tre mesi al netto dei carburanti, prezzi e fiducia all'ultimo mese, società al primo semestre (dettagli nelle note metodologiche).
    • Periodo sempre dichiarato e definizioni delle società riportate con i loro termini (ad esempio RIG, USG, like-for-like).
    • Revisioni tracciate: il database conserva lo storico dei valori scaricati.
    • Aggiornamento: raccolta automatica quotidiana dei dati (Eurostat, ONS, BLS, Università del Michigan, SEC); edizione della pagina il primo giorno di ogni mese.

    Disclaimer. Contenuti a scopo informativo. Non costituiscono consulenza sugli investimenti né raccomandazioni su strumenti finanziari. Le interpretazioni sono dell'autore.

    Documenti e rilasci ufficiali

      Fonti dei singoli grafici